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Mediatrice

Gli interventi di mediazione erogati sono i seguenti:

Mediazione famigliare:

L’intervento professionale, basato sulla cooperazione e l’autodeterminazione dei soggetti coinvolti, vuole garantire la realizzazione di un processo in cui un soggetto terzo, neutrale e qualificato, supporta la coppia/famiglia nella riorganizzazione dovuta dalla situazione di crisi, confinandola nel quadro normativo vigente e rispondendo ai bisogni delle diverse parti coinvolte.

Lo scopo dell’intervento è quello di aiutare le parti a trovare da sé le basi di un accordo durevole e mutualmente accettabile tenendo conto di tutti gli interessi coinvolti, in un’ottica di corresponsabilità ed uguaglianza.

Quello che si propone è una procedura alternativa a quella legale, che si contrappone alla tradizionale diade vincitore/perdente, ma che vuole al contrario favorire il raggiungimento di un accordo comune nato dalle decisioni responsabilmente assunte dai protagonisti.

Mediazione sociale

Trattasi di una mediazione che vuole fornire risposta a quelli identificabili come “conflitti di seconda generazione” (prof. Adolfo Ceretti), quelli cioè di vicinato, di quartiere, familiari, interculturali, di ambiente e sul posto di lavoro, laddove si palesino una serie di incomprensioni, di offese, di violenze, che necessitano di una riparazione, possibilmente non vendicativa da parte della vittima, anche se legittimata da una legge dello Stato, ma che vada nel senso di una giustizia riparativa e che porti ad una evoluzione del colpevole, ridonando, al contempo, fiducia e soddisfazione alla vittima.

Mediazione umanistica (metodo J.Morineau)

Il metodo umanistico pone al centro la persona e i suoi valori più profondi, quelli che vengono colpiti dal conflitto ed opera affinché questi vengano riconosciuti anche dalla parte confliggente.

È uno strumento attraverso il quale viene accolto il disordine, in uno spazio-tempo nel quale si possono esprimere le proprie differenze e riconoscere quelle dell’altro. Grazie alla mediazione umanistica è possibile comprendere che il conflitto, elemento fisiologico in ogni relazione, non necessariamente è distruttivo, ma può anche essere generatore di un rapporto inedito, differente.

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